L’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità pediatrici

Secondo il report Childhood Obesity Surveillance Initiative dell’Ufficio Europeo dell’OMS in Italia quasi il 40% dei bambini di età compresa tra i 7 ed i 9 anni presenta condizioni di eccesso di sovrappeso o di obesità. Il dato colloca il nostro Paese al quarto posto in Europa per prevalenza delle due condizioni subito dopo Cipro, Grecia e Spagna

Il sovrappeso e l’obesità infantili minano la salute in quasi tutti i Paesi europei.  Ben il 29% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni risulta essere in sovrappeso (inclusa l’obesità), con variazioni molto significative tra Paesi, che vanno dal 6% in Tajikistan al 43% a Cipro.  L’Italia si colloca al quarto posto per prevalenza di sovrappeso e obesità infantile con tassi appena sotto al 40%, superata da Cipro, Grecia e Spagna. Se si considera la prevalenza della sola obesità (escluso il sovrappeso) nella stessa fascia di età, il nostro Paese è al secondo posto. 

“Affrontare il problema dell’obesità - inclusa quella infantile - è di vitale importanza per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed implementare il programma di lavoro OMS Europeo 2020–2025 United Action for Better Health” si legge nel report Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) (1), a cura dell’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un’iniziativa nata nel 2017 e che per oltre 10 anni ha misurato le tendenze di sovrappeso e obesità nei bambini delle scuole primarie.

“Rispetto alla precedente rilevazione del rapporto COSI, i dati mostrano un leggero miglioramento, soprattutto per il sesso femminile, ma di certo non basta – commenta Annamaria Staiano, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP) -. Va incoraggiato, in chi si prende cura dei bambini, un vero e proprio cambiamento culturale che veda in uno stile di vita sano nell’infanzia e adolescenza la base di una vita futura in salute. Lo sforzo è vedere, ad esempio, l’alimentazione sana non come un peso per l’impegno che richiede a livello familiare, in termini organizzativi e talvolta anche economici, ma come un investimento per un percorso di benessere che includa anche il movimento e l’attività fisica. Le chiavi del benessere psicofisico stanno tutte qui e non ci stanchiamo di ricordarle: pasti equilibrati, lunghe passeggiate meglio se nel verde, sport meglio se di gruppo”.

 

Le abitudini di vita dei bambini italiani

Relativamente agli stili di vita, dal rapporto dell’OMS emerge anche che il 67% dei bambini italiani tra i 6 ed i 9 anni va a scuola in macchina contro una media europea che si attesta attorno al 50%.

L’Italia detiene anche una delle percentuali più alte di bimbi che trascorrono una media di almeno 2 ore al giorno davanti alla televisione o agli schermi. Complessivamente nello studio europeo il 43% dei bambini di età compresa tra i 6 ed i 9 anni trascorre in media almeno due ore al giorno guardando la televisione o utilizzando dispositivi elettronici. Durante il fine settimana, il 76% dei bambini trascorre davanti allo schermo due o più ore al giorno. La percentuale di bambini che hanno questa abitudine varia dal 18% dell’Austria al 74% di San Marino, seguito dall’Italia (72%) e dall’Estonia (64%).

“Noi pediatri - aggiunge Staiano - incoraggiamo i genitori o chi si prende cura dei bambini ad andare a piedi a scuola, tutte le volte che è possibile farlo. Muoversi a piedi nel quartiere, nella propria zona di riferimento, inoltre, favorisce le relazioni tra pari e anche questa è una cosa positiva. Sugli schermi vorrei ricordare i contenuti di una raccomandazione che la SIP ha emanato nel 2018, ossia evitare smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire, limitarne l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni. L’altra sottolineatura è poi no al cellulare ‘pacificatore’ o ‘baby-sitter’ dei piccoli, si invece all’utilizzazione di applicazioni di qualità insieme ai genitori”.

 

Colazione, frutta e verdura fresca

Fa colazione con cadenza giornaliera il 69,6% dei bambini italiani dai 6 ai 9 anni, contro una media del 75% per i Paesi europei. Fretta al mattino e una lamentata mancanza di appetito da parte dei bimbi, vengono spesso addotti come motivazioni di uno scarso consumo, ma l’abitudine andrebbe incoraggiata. Come spiegano gli esperti, lo scarso consumo di frutta e verdura rappresenta un altro grande problema nella dieta dei bambini. In Italia meno della metà dei bambini consuma quotidianamente frutta fresca e circa uno su tre (31%) consuma verdura.

“La semplicità e i pasti cucinati a casa, specie con una importante componente vegetale che apporta ad esempio il giusto contenuto di fibre, sono invece la strategia anti-obesità migliore - conclude Staiano - questo vale anche per la colazione: meno brioche e merendine industriali, o succhi di frutta comprati, che è meglio sostituire con una spremuta o estratto di frutta senza zuccheri aggiunti”.

 

1. Report on the fifth round of data collection, 2018–2020: WHO European Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI). Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2022.

Ultimo aggiornamento: 19 Dicembre 2022

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