Fibrillazione atriale: tassi di rilevamento e trattamento raddoppiati con app per smartphone

I risultati di uno studio recentemente presentato al congresso 2022 dell’European Society of Cardiology mostrano che lo screening della fibrillazione atriale effettuato attraverso l’utilizzo di app per smartphone è in grado di raddoppiare il tasso di rilevamento e trattamento nelle persone anziane rispetto allo screening di routine.

Fibrillazione atriale: tassi di rilevamento e trattamento raddoppiati con app per smartphoneIl potenziale dell’utilizzo di smart devices per lo screening su ampia scala della fibrillazione atriale (AF) era già stato dimostrato in precedenza, ma il lavoro indaga per la prima volta l’utilità di questo approccio in una popolazione per cui l’utilizzo delle tecnologie digitali può essere difficoltoso e il suo confronto diretto con le strategie di screening standard.

eBRAVE-AF è uno studio randomizzato condotto su persone di età compresa tra i 50 e i 90 anni, a rischio di ictus e in possesso di uno smartphone. Per poter partecipare alla ricerca i soggetti non dovevano avere nessuna AF nota, nessuna prescrizione di anticoagulanti orali e un punteggio CHA2DS2-VASc ≥1 negli uomini e ≥2 nelle donne. Sono state così arruolate 5.551 persone, con età media di 65 anni e di cui il 31% donne. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a una strategia di screening della AF digitale (2.860 persone) o a una strategia di screening convenzionale (2.691 persone) di sei mesi.

Il gruppo che utilizzava lo smartphone ha scaricato una app certificata che permetteva di misurare le irregolarità del ritmo cardiaco utilizzando il sensore fotopletismografico (PPG) del telefono. È stato chiesto loro di misurare il proprio ritmo cardiaco due volte al giorno per 14 giorni. In caso di risultati anomali ai partecipanti veniva inviato un cerotto registra-ECG: i ricercatori potevano così valutare il risultato dell’ECG ed eventualmente indirizzarli al proprio medico per ricevere il trattamento più adeguato.

L’endpoint primario era costituito da una diagnosi di AF entro sei mesi e il relativo avvio a una terapia anticoagulante orale. L’endpoint primario si è verificato in 38 partecipanti (1,33%) nel braccio digitale e 17 (0,63%) nel braccio convenzionale (OR 2,12; CI 95% 1,19–3,76; p=0,010).

Coloro che non hanno raggiunto l’endpoint primario sono stati invitati a prendere parte a una seconda fase di studio di ulteriori sei mesi con assegnazione incrociata rispettivamente allo screening convenzionale o digitale. Ciò ha dato a tutti i partecipanti l’opportunità di sottoporsi a screening digitale, aumentando la potenza statistica e consentendo la convalida dei risultati primari. Ha preso parte alla seconda fase di studio un totale di 4.752 (85,6%) partecipanti.

Anche in questo caso, lo screening tramite smartphone è risultato più efficace dello screening convenzionale nel rilevare una AF poi trattata con anticoagulante orale (33 su 2.387 contro 12 su 2.365 partecipanti; OR 2,95; IC 95% 1,52–5,72; p=0,001).

“Lo screening effettuato con i comuni smartphone ha aumentato significativamente il tasso di rilevamento della fibrillazione atriale rilevante per la terapia. È importante sottolineare che il pre-screening basato su app era solo una parte del programma, che includeva anche la convalida dell'elettrocardiogramma (ECG) e la valutazione dei risultati da parte di un medico indipendente”, commenta Axel Bauer della Innsbruck Medical University che ha guidato lo studio. “Lo screening digitale è stato inoltre accolto favorevolmente dai partecipanti più anziani, che tendevano ad eseguire ancora più misurazioni PPG rispetto ai partecipanti più giovani”.

 

Rizas KD, et al. Smartphone-based screening for atrial fibrillation: a pragmatic randomized clinical trial. Nat Med. 2022 Aug 28.  https://doi.org/10.1038/s41591-022-01979-w

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2022

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