Dieta vegetariana e ridotto rischio di sviluppare tumori

I risultati di un ampio studio prospettico mostrano l’esistenza di uno stretto legame tra dieta vegetariana e ridotto rischio di tumori di ogni tipo. Anche regimi alimentari basati sul consumo di pesce o su ridotte quantità di carne possono proteggere dai tumori di colon-retto, mammella e prostata.

Dieta vegetariana e ridotto rischio di sviluppare tumoriSeguire una dieta vegetariana è diventata un’abitudine alimentare sempre più diffusa e alcuni dati scientifici suggeriscono che un adeguato consumo di alimenti vegetali può associarsi a un minor rischio di sviluppare patologie croniche, tra cui il cancro. Tuttavia, per alcuni tipi specifici di tumori le evidenze sono limitate. A colmare tale gap ci ha pensato uno studio recentemente pubblicato su BMC Medicine i cui risultati mostrano l’esistenza di uno stretto legame tra dieta vegetariana e ridotto rischio di tumori di ogni tipo.

L’ampia analisi prospettica condotta su 472.377 persone registrate nella UK Biobank dimostra il ruolo protettivo svolto dalla dieta vegetariana e ricostruisce l’impatto di differenti regimi alimentari sulla probabilità di sviluppare un tumore.

Gli scienziati hanno infatti valutato il ruolo protettivo di quattro diversi regimi alimentari sui tumori di ogni tipo, e in particolare su tre tumori specifici: colon-retto, seno nelle donne in post-menopausa e prostata. I partecipanti, liberi da malattia al momento del reclutamento e con un’età compresa tra i 40 e i 70 anni, sono stati classificati in quattro gruppi: consumatori abituali di carne (> 5 volte a settimana, n = 247.571), consumatori moderati di carne (< 5 volte a settimana, n = 205.385), consumatori di pesce (n = 10.696) e vegetariani (n = 8685).

Dopo un follow-up di oltre 11 anni, 54.961 persone (12%) si sono ammalate di cancro, di cui 5882 del colon-retto, 7537 della mammella in post-menopausa e 9501 della prostata.

Per quanto riguarda il rischio di tumore di ogni tipo, è emerso che, in confronto a chi mangiava carne più di 5 volte a settimana, i consumatori moderati di carne riducevano del 2% la probabilità di ammalarsi, i consumatori di pesce del 10% e i vegetariani del 14%.

Per quanto riguarda le specifiche tipologie oncologiche, gli autori dello studio hanno scoperto che chi mangiava carne meno di 5 volte a settimana riduceva del 9% il rischio di tumore del colon-retto rispetto ai consumatori abituali di carne.

Chi mangiava pesce ma non carne aveva un rischio ridotto del 20% di sviluppare un tumore alla prostata, mentre gli uomini che seguivano una dieta vegetariana abbassavano del 31% la probabilità di sviluppare tale patologia.

Nelle donne in post-menopausa la dieta vegetariana riduceva del 18% il rischio di ammalarsi di tumore alla mammella rispetto a chi seguiva una dieta ricca di carne.

In conclusione, i dati confermano il ruolo protettivo della dieta vegetariana nei confronti di tutti i tipi di tumore, anche se, data la natura osservazionale dello studio, non è possibile sostenere l’esistenza di un rapporto di causa ed effetto. Oltre ai fattori diretti potrebbero contribuire quelli indiretti. I benefici potrebbero dipendere direttamente, ad esempio, sia dall’eliminazione della carne rossa e processata che dall’aumento del consumo di frutta e verdure.

Un'altra spiegazione ipotizzata per il minor rischio di oncogenesi osservato tra i vegetariani e i consumatori di pesce è l’impatto sui livelli di ormoni: tanto la dieta vegetariana quanto quella a base di pesce riducono i livelli di fattore di crescita insulino-simile-I (IGF-I) e di testosterone, che si associano a un aumento del rischio di cancro, in particolare di colon-retto, mammella e prostata.

Infine i ricercatori suggeriscono che le differenze nel rischio di cancro tra i diversi gruppi possono dipendere da differenze di natura fisiologica, inclusa l'obesità. Nelle popolazioni occidentali, è stato infatti dimostrato che le persone che seguono una dieta vegetariana o a base di pesce hanno indici di massa corporea (BMI) più bassi rispetto ai soggetti che consumano molta carne, e che l'obesità è un noto fattore di rischio per diversi siti di cancro.


Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2022

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