Promuovere, sostenere, facilitare l’attività fisica: approvate le Linee di indirizzo 2021 del ministero della Salute

Il documento ribadisce l’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione delle principali malattie croniche quale strumento per migliorare lo stato di salute e la qualità della vita. Fondamentale il ruolo del MMG nel promuovere il cambiamento degli stili di vita dei propri assistiti.

Il 3 novembre 2021 è stato adottato, con Accordo Stato-Regioni, il documento recante le “Linee di indirizzo sull’attività fisica. Revisione delle raccomandazioni per le differenti fasce d’età e situazioni fisiologiche e nuove raccomandazioni per specifiche patologie”, redatto dal Tavolo di lavoro per la promozione dell’attività fisica e la tutela della salute nelle attività sportive, istituito con Decreto del Ministro della Salute 25 luglio 2019 e successive modifiche e integrazioni.

Il documento - in attuazione di quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 7 marzo 2019, concernente le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione” - approfondisce il tema dell’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione delle principali malattie croniche non trasmissibili (malattie cardio-cerebrovascolari, oncologiche, respiratorie e psichiatriche) quale “strumento terapeutico” necessario per migliorare lo stato di salute fisica e mentale, nonché per garantire un maggiore benessere della popolazione e una migliore qualità della vita.

Il testo aggiorna, inoltre, le raccomandazioni sulla base delle nuove indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contenute nelle “Linee guida su attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni” del 2019 e nelle “Linee guida su attività fisica e comportamenti sedentari” del 2020, descrivendo i benefici dell’attività fisica per ciascuna fascia d’età, in riferimento a situazioni fisiologiche e patologiche.

Nel documento è presente anche un capitolo dedicato alla pandemia di COVID-19 e ai relativi esiti in termini di riduzione dell’attività fisica e aumento della sedentarietà e, in generale, di vissuti negativi derivanti dalle restrizioni imposte per contrastare la circolazione del virus. Tali effetti, prolungatisi oltre il lockdown di marzo-aprile 2020, richiedono un intervento netto da parte di più settori della società, in particolare nei confronti di gruppi di popolazione che hanno subito le maggiori conseguenze anche rispetto al proprio stile di vita, come adolescenti, persone con patologie croniche e anziani. Inoltre, se è vero che l’esercizio fisico svolto dentro casa è stato per alcune persone un’opportunità per mantenersi attivi, si sottolinea come sia importante il ruolo dell’attività fisica anche in termini di socialità; per questo sarà necessario offrire ai cittadini una varietà di spazi e contesti di vita adeguati a praticare regolare attività fisica, tarati sulle molteplici esigenze della popolazione, promuovendo e facilitando la continuità nell’adozione di uno stile di vita attivo.

Un altro elemento centrale nelle nuove Linee di indirizzo è l’attenzione alla formazione delle figure sanitarie e non che sono coinvolte in prima linea nella promozione della salute e dell’attività fisica quale strumento di benessere, prevenzione e cura. Un adeguato piano formativo dovrà riconoscere i diversi ruoli e le diverse competenze, contribuire alla costruzione di un linguaggio comune e delineare modelli coerenti con le opportunità di promozione dell’attività fisica nei diversi setting, realizzando momenti formativi congiunti che arricchiscano il bagaglio di competenze tecnico-scientifiche specifiche e di competenze trasversali, come quelle comunicativo-relazionali e di base del counselling o quelle necessarie per il lavoro in team.

I medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS) hanno un ruolo fondamentale per la promozione dell’attività fisica non solo come strumento di prevenzione di patologie, ma anche come fattore protettivo e di benessere e, in collaborazione con i medici specialisti, possono indirizzare verso programmi di esercizio fisico strutturati e verso percorsi adeguati di attività fisica in collegamento con le reti del territorio.

È necessario, pertanto, favorire la crescita della consapevolezza dei MMG e dei PLS sull’importanza strategica del loro ruolo nel promuovere l’attività fisica anche attraverso il cambiamento degli stili di vita dei propri assistiti e delle loro famiglie e la disseminazione di informazioni sulle offerte presenti sul territorio.

In particolare il medico di medicina generale può:

- svolgere attività di counselling per sensibilizzare e motivare sui vantaggi dell’attività fisica regolare

- individuare i pazienti sedentari attraverso semplici domande da rivolgere a ogni visita

- indicare la tipologia di attività più adatta a seconda dell’età e della eventuale presenza di patologia eventualmente con l’ausilio del medico dello sport e dell’esercizio fisico

- monitorare e valutare l’efficacia di programmi di attività e/o esercizio fisico

- indirizzare verso una valutazione specialistica in caso di fattori di rischio e/o patologie.

Le nuove Linee di indirizzo contengono, inoltre, riferimenti all’attività fisica adattata (AFA) e all’esercizio fisico strutturato, così come definiti dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2021, n. 36 (“Attuazione dell'articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n. 86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”), da eseguire sotto la supervisione di un professionista dotato di specifiche competenze, anche in luoghi e in strutture di natura non sanitaria, come le “palestre della salute”.

Il documento adottato rappresenta uno strumento a disposizione dei decisori, degli operatori sanitari e non e dei diversi stakeholder coinvolti a vario titolo nella promozione dell’attività fisica, per favorire sinergie e interventi volti a incrementarne i livelli in tutta la popolazione attraverso una maggiore omogeneità di azione a livello nazionale, tenendo anche conto delle previsioni dell’Allegato 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 (“Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”), con cui sono stati aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) della promozione della salute (inclusa la promozione dell’attività fisica) quale “prestazione” esigibile.


Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2021

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