Suter-Remuzzi: proposta clinica per la Medicina Generale - FANS nelle prime fasi dell’infezione da Sars-CoV-2 - verso il vaglio della scienza

Il gruppo di Bergamo propone di trattare con FANS i pazienti con infezione da SARS-CoV-2 all’insorgenza dei primi sintomi e senza attendere l’esito del tampone: così si previene la reazione infiammatoria

Buon senso e una lunga esperienza clinica hanno motivato la decisione di trattare con FANS i pazienti con infezione da SARS-CoV-2 all’insorgenza dei primi sintomi e senza attendere l’esito del tampone.

In questo modo, il gruppo dei professori Fredy Suter, Primario Emerito di Malattie Infettive di Bergamo e Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Bergamo, ha raccolto una discreta serie di casi (circa 150 pazienti) che evidenziano come l’intervento domiciliare precoce sia in grado di controllare l’evoluzione verso la fase infiammatoria grave della malattia da COVID-19. Adesso si tratta di passare dall’osservazione di casi aneddotici all’impostazione di un lavoro organico per permettere una valutazione oggettiva dell’efficacia dell’approccio.

Sollecitato dalle richieste dei medici di medicina primaria, anche di regioni più svantaggiate del mondo e dalla scarsità di evidenze scientifiche che ha caratterizzato le prime fasi della pandemia da SARS-CoV-2, il gruppo di Bergamo ha pubblicato una review su Clinical and Medical Investigation, in cui gli Autori fanno una serie di proposte terapeutiche sostenute dall’evidenza clinica, dai dati di letteratura disponibili e da un solido razionale farmacologico.

Mialgia, artralgia e febbre sono sintomi frequenti nell’infezione da SARS-CoV-2 che rivelano un processo flogistico che è utile contrastare limitando la risposta infiammatoria dell’ospite all’infezione virale. Di conseguenza, in caso di dolori muscolo-scheletrici e/o di febbre persistente è utile l’impiego di inibitori della ciclossigenasi 2 (COX-2), in particolare nimesulide o celecoxib.

In alternativa è indicata aspirina come in caso di controindicazioni a celecoxib (patologie cardiache) o a nimesulide (malattia epatica/sviluppo di epatossicità). L’impiego di questi farmaci dovrebbe essere associato all’assunzione di inibitori di pompa protonica.

Non è invece consigliato l’impiego di paracetamolo perché ha minima o nulla azione antinfiammatoria, mentre l’impiego di cortisonici deve essere considerato se persistono sintomi, in presenza di rialzo degli indici di flogosi o di tosse con SpO2 <94%.

Per informazioni o approfondimenti: suterfredy@gmail.com


Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2021

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